Settimo, imperdibile, appuntamento con Insieme Raccontiamo, l’ormai conosciutissima iniziativa di Patricia.
Dieci giorni (dal 20 del mese alla fine dello stesso) per dare un finale all’incipit della padrona di casa, seguendo sempre le solite regole:
- un incipit, due possibilità di completare il racconto (200/300 battute; 200/300 parole)
- si può partecipare, scrivendo un finale breve, un finale lungo oppure due finali diversi
- i due finali possono anche essere concatenati
- il post può essere arricchito con un motivo musicale, con un video, con un disegno, con un’immagine
Questo mese Patricia è stata veramente tremenda, l’incipit era davvero molto difficile
[senza titolo]
Riguardò la foto. Che strano! Li ricordava felici. Ora erano tristi. No! Impauriti. Li vide spalancare gli occhi, terrore nel loro sguardo. Incredulità.
Poi caddero a terra.
Dietro a loro un'ombra nera. Un fantasma informe. Solo un ghigno diabolico dove ci doveva essere la bocca.
“Vengo da te” le disse.
… o forse scrivere dopo una notte insonne non è esattamente l’ideale, ma qui il tempo stringe, siamo agli sgoccioli, non posso mica mancare, no?
Questo il mio finale (300 parole esatte):
Inaspettatamente l'Illusione era comparsa e si era insinuata all'interno di quell'istantanea, cogliendoli di sorpresa. Era venuta ad esigere il suo compenso.
Le loro espressioni erano cambiate, un velo aveva offuscato i loro occhi, lo sconcerto aveva incorniciato i loro sorrisi.
"Che cosa credevi?" - le disse - "che fosse tutto vero?" "Pensavi fosse così semplice, automatico, scontato? Le favole non esistono e il lieto fine non c'è mai. Non in questi casi."
Sussultò, vedendo l'immagine sbiadire, i tratti affievolirsi, le tinte schiarirsi. E quando i piccoli frammenti scivolarono sul pavimento, sentì il cuore stringersi in una morsa.
Capì che l'Illusione era venuta per portarsi via il suo sogno, pezzo dopo pezzo, e rimase come pietrificata, i pensieri immobili, il corpo intrappolato.
Credette di impazzire.
L'aveva conservata gelosamente per molti, moltissimi anni; non era una vera fotografia, si intende, era solo un ricordo, ma i contorni erano così perfettamente delineati e i colori così intensi, che pareva che il tempo si fosse fermato in quell'istante per sempre.
Non c'era mai stato, né prima né dopo, un momento simile nella sua vita, per questo era così profondamente parte di lei e, prezioso tesoro nascosto, era stata la sua ancora di salvezza nei momenti più bui.
Il destino, quando ormai non ci sperava davvero più, gliela aveva rimessa in mano e l'aveva trovata ancora più bella di quanto ricordasse. Per un attimo era parso che tutto avesse un senso.
Le lacrime cominciarono a scendere copiose, lasciandola senza forze, completamente disorientata: non poteva credere che fosse vero, non poteva essersi sbagliata.
Cominciò convulsamente a cercare in mezzo a tutte quelle tessere sparse, finché, d'istinto, allungando una mano, riuscì ad afferrare l'essenza di quel tutto, prima che l'Illusione riuscisse a farlo scomparire.
Qui tutti i racconti dei partecipanti.
E qui sotto gli altri miei racconti per questa iniziativa:
Arrivederci al prossimo appuntamento!




E brava Squitty!!!! Guai a te se mancavi :)))
RispondiEliminaBellissimo come sempre. Il quadro di Klimt è perfetto!
Grazie e al primo aprileper il riepilogo..... se non vi faccio il pesce di aprile ahahahahahahhahah
Ma no che non manco, Patri!
EliminaE adesso, spero già in serata, vedo di farmi un giro fra gli altri racconti!
E brava Federica!
RispondiEliminaScrittrice nata!
Un abbraccione
Maria
Ahahahahha, ma che scrittrice, Maria!!!
EliminaVado a tentoni ...
ha detto bene Maria! sei proprio brava Squittina... scrivi benissimo... è un piacere leggerti!
RispondiEliminaun abbraccio
Sinide, io sono ben contenta dei lusinghieri complimenti ma - davvero - mi sento veramente una dilettante.
EliminaCiao Federica, bellissimo questo racconto abbinato al bacio di Klimt, è vero l'essenza della vita è in quella tessera.
RispondiEliminaSono pienamente d'accordo, Anna Maria!
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