DA TENDA PER LE MOSCHE AD ADDOBBO DI NATALE

C'era una volta una tenda per le mosche, che non era una tenda per le mosche, quanto piuttosto un'arma impropria. Sì, perché le mosche passavano tutte e lei, probabilmente infastidita dalla sua incapacità di assolvere alla sua funzione, si vendicava sui comuni mortali, tentando di ucciderli.

Naturalmente all'inizio non aveva mai dato segni di squilibrio: i primi tempi, anzi, ci si poteva quasi complimentare con lei per la porca figura, che faceva sulla porta della casa con le persiane verdi. Nulla aveva lasciato presagire la doppia vita di quel manufatto dalle umili origini.

Finché arrivò il vento, che detta così, fa tanto Chocolat  (V’là l’bon vent, v’là l’joli vent).

Fu infatti il vento a cambiare le sorti di quella tenda. Sì, perché bastò qualche leggera folata e i lunghi fili sottili cominciarono ad intrecciarsi, la loro danza, che in certi momenti sembrava frenetica, li portò a legarsi fra di loro e le perline, che li adornavano nella parte terminale, contribuirono non poco a quel fastidioso intreccio.

Insomma la qualità assolutamente pessima della tenda venne fuori in tutto il suo splendore.

In tutto questo la cosa più irritante fu che i novantasei fili della tenda, non uno più non uno meno, erano già stati abbondantemente accorciati dalle mie mani pazienti (molto pazienti, aggiungo), perché la tenda non era stata concepita per quella porta, ma pure per mille altre porte e l’intervento fu pianificato fin dall’inizio. Sfilare e infilare di nuovo le perline, dopo aver tagliato, per novantasei volte di fila, può essere considerato puro masochismo, ma la tenda - incredibile ma vero - piaceva e il sacrificio non parve vano.

E, invece, porca paletta, fu vano. Perché, oltre al groviglio causato dal vento, già poco dopo l’amputazione, i fili cominciarono ad allungarsi sempre più, quasi tentacoli in cerca di una facile preda. Potere questo del sintetico al 100%.

Decisi allora, quasi una Giovanna d’Arco nella sua forma migliore, di ricominciare da capo, scegliendo però una sede più adeguata, visto che l’bon vent, l’joli vent rendeva l’operazione piuttosto complicata. Appesi quindi la tenda all’interno, facendola penzolare dalla ringhiera del piano superiore, in modo da sedermi comodamente sui primi gradini della scala.

Parve una genialata, almeno fino a circa metà del lavoro, perché potei lavorare, standomene seduta senza martoriarmi la schiena. Purtroppo non lo fu affatto, perché - non chiedetemi come - ad un certo punto il fermo laterale delle novantasei striscioline si sfilò e tutte quante, abbastanza allegramente, scivolarono per terra, ammucchiandosi le une sulle altre: solo un groviglio di materiale sintetico!

Non riporto qui le imprecazioni del momento, non mi pare il caso. Vi dico solo che, per qualche giorno, la tenda fu dimenticata. Ma il senso dell’incompiuto mi perseguitava e, con rinnovato masochismo, mi misi all’opera un’altra volta e sgrovigliai uno per uno i novantasei fili, riappendendoli alla corsia e completando il lavoro iniziato.

Durò solo qualche giorno, poi fu la catastrofe: il solito vento, aiutato dai nodi fatti sul fondo delle striscioline (naturalmente sempre novantasei), rese i normali grovigli ancora più pericolosi. 

Un paio di volte, sparecchiando, rimasi impigliata con tanto di piatti in mano, rischiando lo schianto degli stessi e lì mi venne il dubbio che, forse, c’era qualcosa di sbagliato in tutta la faccenda. 

Quando un giorno, infine, il Pripi finì violentemente a terra, con le caviglie arpionate dai verdi tentacoli, dissi: Basta! Tu, tenda, sei morta!

Ma non la volli eliminare, in fondo ho un cuore io, la smontai completamente… così tanto per fare un po’ di zavorra nella transumanza verso la città. Questo avvenne l’anno scorso.

Questa primavera, dopo un lungo quanto opportuno periodo di decantazione, recuperai il voluminoso sacchetto con l’idea di farci un copri agenda verde speranza. Idea balzana forse, ma esperimento interessante. Per un po’ lavorai pure a maglia i tentacoli, ma il progetto fallì miseramente, più che altro per le troppe cose in ballo in quel periodo. Ma ancora diedi una possibilità all’enorme involucro, riponendolo con cura nelle mie scatole.

La settimana scorsa, in pieno fermento creativo prenatalizio, ho recuperato la preziosa mercanzia con una nuova brillante (?) idea, trovando questo.

Ho scelto un filo verde muschio, il più scuro di tutti, e ho cominciato ad intrecciarlo.

Dopo venti intrecci/maglie/punti (cosa siano non lo so) mi sono fermata, la lunghezza mi pareva sufficiente.

Ho quindi formato un anello, facendo passare l’estremità iniziale del filo, dentro l’ultima asola e ho fissato con un bel nodo.

Ho infine decorato con una perla rossa.

La produzione in serie, tutta a favore del nuovo mercatino del Zanella, ha riservato qualche esemplare pure per il mio albero, ovvio! 

È evidente comunque, che non ho minimamente intaccato le scorte di tentacoli, perché se li avessi usati tutti, sarei pronta per decorare un baobab.

Il resto del prezioso e ormai quasi amato materiale è stato messo da parte per futuri assurdi lavori, perché, si sa, a volte ritornano.

Se siete sopravvissuti a questo estenuante racconto, che non è frutto della mia fantasia, anche se vorrei tanto lo fosse, avrete certamente imparato che:
  • non si comprano tende per le mosche al bazar cinese, spendendo quindici euro, solo perché le tre sfumature di verde sono perfettamente intonate alle persiane della casa con le persiane verdi
  • la creatività a volte sconfina nel masochismo
  • Fantozzi in confronto a me è un dilettante
  • chi la dura non sempre la vince, ma almeno ci prova
  • anche degli orribili tentacoli verdi possono avere una chance
Nota

La foto della tenda non è mia, l’ho trovata incredibilmente nel web

Una persona dotata di buon senso, infatti, non fotografa una tenda per le mosche, a meno che questa non sia dotata di qualche pregio. Tuttavia il fatto che, googlando spudoratamente tenda per le mosche verde, l’immagine di cui sopra compaia al secondo posto nella ricerca per immagini, mi fa pensare che il modello della ciofeca sia incredibilmente world famous!

Ed ora, care amiche, beviamoci finalmente il tè. Scusate il giorno di ritardo, ma ieri mi sono addormentata con il bollitore sul fuoco.



Con questo post partecipo, con estremo piacere, alla splendida iniziativa di Daniela (Decoriciclo) e di Maria (Africreativa)




Per chi volesse partecipare a Un tè dentro l'armadio, ricordo che tutte le informazioni relative si trovano qui.




Aggiornamento del 10 dicembre 2014

Hanno preso il tè con me:

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24 commenti :

  1. bellissima idea!attenta all'acqua!
    buona giornata simona

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  2. mi sto ancora scompisciando dalle risate, e io sono masochista quanto te perchè alle 9 di mattina ho avuto il coraggio di leggermi tutto ma proprio il post
    e concordo sui 5 punti notevoli che hai detto
    carmen

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    1. ah il mio post per il te, mettilo in decorazioni
      http://www.lodicolofaccio.it/2014/12/stelle-tridimensionali-con-colla.html
      besos

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    2. Tutto tutto? Senza saltare neppure una riga? Eroica!
      Vengo a vedere la decorazione.

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  3. Sei fortissima!! Disfai e ricrei, da cose semplici e quotidiane crei cose nuove e originali!!

    Buon weekend
    Sara
    This is Sara

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  4. A parte il racconto a tratti grottesco... ho trovato esilaranti le tue conclusioni..in puro stile Squitty! ˆ_ˆ

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    1. Ah ah ah, Stefania, ho creato pure uno stile? Preoccupante!

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  5. Non ci posso credere... anch'io ho usato per un periodo quella tenda, proprio identica... ed era talmente lunga che ho dovuto accorciare tutti i fili (non li ho contati ma vedrai che erano proprio 96)!
    Anch'io più di una volta sono rimasta impigliata nei suoi tentacoli verdi e... quell'adorabile venticello che ogni tanto passa anche per casa mia, spostava i "tentacoli" che andavano ad incastrarsi sempre tra i cardini della porta finestra così ogni volta che la chiudevo, la perlina di legno finiva per essere "stritolata" e restavano solo pezzettini di legno verde!
    La mia però credo sia finita dentro al bidone della differenziata... Ora non me la fare rimpiangere... ti prego!!!!
    Un bacio

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    1. Maryclaire, giuraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
      Comunque confermo il dettaglio delle perline sgretolate, questo me lo ero scordato. Ne ho schiantate parecchie in effetti.
      Lo dicevo io che il modello era "world famous"

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  6. Ma che mito che sei Federica! Mi sono fatta una "grassa risata" gustandomi il tuo post!
    Certo che sei masochista forte! E hai una pazienza da santa!
    Comunque non tutto il male viene per nuocere! Alla fine hai creato qualcosa di molto bello e chissà la fantasia cosa ti suggerirà ancora!
    Attendo con ansia!!!
    Il tè me lo bevo di gusto ma il post te lo porto domani.
    Una bella notizia su Ronei che (vista l'ora) scriverò domani!
    Per ora un forte abbraccio ... ma torno, giuro!
    Maria
    P.S. per fortuna non uso tende contro le mosche. Diabolici tentacoli!

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    1. Sì, Maria, ridiamoci sopra ... adesso.
      In quei momenti pareva che la tenda fosse dotata di anima propria e mi prendesse per i fondelli.
      Ti aspetto per il tè!

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    2. Eccomi qui Federica:
      http://portugalli.blogspot.it/2014/12/ronei-e-stato-dimesso.html
      Attenta ai tentacoli!
      Un abbraccione Maria

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  7. dai che alla fine ne è venuto fuori qualcosa di buono! il resto del "mostro" vedrai che prima o poi troverà un nuovo utilizzo!
    lori

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    1. Sì, Lori, dal mostro uscirà qualcos'altro di certo. In verità è ancora lì, fuori dalle scatole, che mi guarda ...

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  8. A parte il fatto che mia figlia sta pensando che io sia impazzita del tutto perchè rido a crepapelle davanti al pc, ti dico che le tue decorazioni mi piacciono molto: riciclo perfetto!
    E prevedo in futuro un'altra rinascita per il resto dei tentacoli, di sicuro qualcosa troverai.
    A me le perle verdi sembrano delle olive...
    Buon we! =)
    Dani

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    1. Tua figlia ha ragione, Daniela, non devi leggere cose strane su Internet!
      La borsa dei tentacoli non è stata ancora riposta, ho due o tre cose in testa .....

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  9. SQUITTY FEDERICA, L'Odissea della tenda, ed.Nell'Armadio, 2014 (1^) ormai questa edizione sarà andata a ruba ... mi prenoto per le successive edizioni o per il nuovo libro della stessa autrice "Tentacoli tentatori" =D =D =D
    P.S.: fantastico questo riciclo!!!!!!!!!!!!!!

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    1. Sì, Silvia, ormai ho un futuro come scrittrice. Fra il libro di componimenti poetici e il poema epico, ormai sono lanciata!

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  10. Caterpillar!!! Tu per me resti un mistero cara amica! Le tue imprese per me faraoniche sono la cosa che mi affascina di più della tua stramba quanto assolutamente affascinante personalità!
    Queste decorazioni sono bellissime e molto originali! Ma il tuo accanimento nei confronti di queste tende me lo son goduto come un film d'autore...scena dopo scena...lacrima dopo lacrima.
    Anche io attendo il sequel di "Tentacoli tentatori"!!!!
    E mò fammi un pò assaggiare questo tè natalizio ;-)
    http://pinkgok.blogspot.it/2014/12/scenari-3d-in-tavola.html?m=0
    Beeeellloooo il calore del tuo armadio!
    Baciuzzz ♡♡♡♡

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    1. Dicono che ho la testa dura, cara Fabiola.
      Questa volta ha vinto la tenda, ma ovviamente è solo una battaglia. La guerra sarà finita, quando anche l'ultimo tentacolo avrà trovato un suo scopo.
      Devo pur avere un risarcimento per i 15 euro buttati nel cesso, no?

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    2. Non vorrei essere nella tenda...

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