Quando, ad inizio gennaio, Barbara ha reso noto il tema del mese, devo dire che, pur perfettamente convinta delle potenzialità della sua scelta, mi sono trovata veramente in difficoltà nel trovare qualcosa, che potesse permettermi di dare sfogo alla fantasia. Se devo essere sincera, avevo voglia di cominciare l’anno, facendo qualcosa di diverso, di completamente nuovo, di mai provato prima. Del resto l’ultimo esperimento risaliva ad ottobre - il ciondolo in pietra a forma di cuore - e sentivo la voglia di mettermi di nuovo alla prova.
Tuttavia, per quanto pensassi e ripensassi, per parecchio tempo ho brancolato veramente nel buio. Ogni tentativo di farmi venire qualche idea brillante falliva miseramente e ad un certo punto, ormai in prossimità della pubblicazione del mio post ufficiale, ho cominciato a dubitare di potercela fare.
Praticamente sicura di dover abbandonare ogni velleità, ripiegando per il mio post ufficiale in qualcosa di totalmente diverso, mi è venuto in mente di interrogare il Pripi: Senti, se io ti dico mutazione, che cosa ti viene in mente? Stavamo pranzando, io e lui, e la domanda è uscita così, di getto.
Perché mi fai questa domanda, mamma? In effetti... uno se ne sta lì a mangiare alette di pollo e patatine - sacro pranzo del mercoledì - e gli piove dal cielo una domanda del genere... già tanto che non mi abbia mandato a quel paese. No, no, davvero, cosa ti viene in mente?
Con improvviso interesse il pargolo, guardandosi attorno in cucina e notando una tazza appoggiata vicino al lavello, mi ha risposto: Per esempio, se una tazza cade e va in mille pezzi, quella è una mutazione.
Ripeti un po’ - gli ho detto - quasi sconcertata dalla strampalata risposta. Se una tazza cade e finisce sul pavimento va in mille pezzi e quella è una mutazione ha ribadito lui.
Non credevo alle mie orecchie, giuro! Possibile che fosse così semplice?
Ok, abbiamo tanti pezzettini - frammenti si chiamano - che cosa ci possiamo fare? E lui, senza esitazione Ci facciamo una cornice!
Sì, ma ci servono un sacco di pezzi per fare una cornice e mica possiamo distruggere tutto il servizio, ti pare? A meno che…
A meno che tu, Pripi, non abbia una madre completamente deficiente, che rimane folgorata dalla tua idea e decida di assecondarti. Senti, che ne dici se prendiamo un martello e rompiamo delle tazze? Ecco, provate a prendere un bambino mediamente vivace e provate a proporgli una cosa del genere e poi sappiatemi dire. Ma, adesso? (sorriso a trentadue denti o anche più). No, non adesso, ci occorre un progetto.
A quel punto la mente ha cominciato a vagare, esplorando tutte le possibilità, ragionando sulla fattibilità della cosa, calcolando tempi e valutando modi. L’idea della cornice era buona, ma non mi convinceva del tutto… cornice sì, ma con dentro... cornice, immagine, qualcosa da appendere, quadro... frammenti, quadro... pezzetti, cornice... frammenti, immagine…
Ma certooooooooooooo… non avevo più dubbi, l’ispirazione era arrivata!
Mi serviva, però, un soggetto adeguato, in sintonia con il tema del mese, ché se le cose si fanno, vanno fatte per bene. Non mi ci è voluto molto. Sapete quando le idee arrivano e si sente la fitta allo stomaco? Ecco.
Certo ho dovuto googlare un po’ per trovare quella giusta, ma senza neppure troppo sforzo me la sono trovata davanti. Era lì, esattamente come l’avevo immaginata.
La libellula è considerata in molte tradizioni come un essere magico a causa del suo aspetto e dei suoi colori vivaci, che vengono accentuati dalla luce solare. Le sue ali cangianti paiono ricordare che tutto è un’illusione, che nulla è come sembra. La comparsa di una libellula inviterebbe a riflettere sulla nostra identità, sul nostro essere; ci inviterebbe all’introspezione, alla ricerca del nostro vero io, libero da apparenze e stereotipi, e all’affermazione della nostra personalità.
La libellula è dotata di una vista a 360 gradi, che simbolicamente si traduce nella possibilità di andare oltre ciò che vediamo e che percepiamo attraverso i nostri cinque sensi. Ecco che allora i sogni e le visioni diurne, il saper vedere, assumono un’importanza non trascurabile. Come animale totemico, quindi, la libellula insegna a vedere oltre i limiti.
La libellula è il simbolo della mutazione per eccellenza. Trascorre gran parte della vita sul fondo di uno stagno come larva, poi, emergendo dal fango, comincia a trasformarsi, assumendo l’aspetto che tutti noi conosciamo, e impara a volare. Per questo, tradizionalmente, la libellula è il simbolo del costante cambiamento nella vita.
La sua capacità di cambiare rapidamente direzione, quando occorre, ne fa un simbolo di libertà, di adattabilità alle varie situazioni, ma anche di spontaneità.
La libellula, per il popolo giapponese, rappresenta la forza, il coraggio, il successo, la gioia: non è un caso che i Samurai ne fecero uno stemma per i loro elmi. Sempre da loro viene associata alla stagione estiva.
Le libellule vengono spesso messe in relazione a persone originali, estrose e creative e a tutte quelle che affrontano la vita con naturalezza e spontaneità.
Non ci restava, a questo punto, che metterci al lavoro.
Che cosa abbiamo combinato? No, dico, avete visto che ora è? Sto crollando di sonno e la raccolta sta per chiudere. Ho fatto i salti per completare il lavoro entro questa sera, ma ho calcolato male i tempi di asciugatura... sì, sì, asciugatura, avete capito bene… e mancano ancora due o tre foto per completare il post.
Vi lascio con un po’ di curiosità e aggiorno il post domani, ok?
Questo post è entrato nella raccolta di
Aggiornamento del 5 febbraio 2016
Riprendo, con un po' di calma, il mio racconto, scusandomi per avervi costretto a tornare su questa pagina.
Il primo passo è stato andare a curiosare in un negozio di hobbistica. Io di mosaici non ne avevo mai fatti e non sapevo ovviamente neppure da che parte cominciare.
L'avevate capito? Sì, il nostro obiettivo era quello di realizzare un mosaico con i cocci di alcune tazze rotte. Ma non semplicemente rotte, perché cadute per terra, rotte, perché prese a martellate. Altrimenti che gusto ci sarebbe stato?
Mi si è aperto un mondo. Un mondo fatto di tessere dai colori più diversi, di vetri trasparenti, di quadratini minuscoli dalle mille splendide tonalità. Un mondo fatto di colle, stucchi, spatoline, di piastrelle grezze di ogni dimensione da decorare.
Tutto meraviglioso! E, certo, qualche acquisto ad hoc l'ho fatto...
... ma a noi servivano le tazze!
In un negozio di carbattole qui vicino ho acquistato per pochissimi euro alcune tazzine da caffè e un paio di ciotoline. Verde, azzurro e bianco mi parevano colori perfetti per rappresentare un animale legato all’acqua e all’aria.
Recuperate le materie prime ci siamo messi all'opera.
Considerata la mia assoluta incapacità di disegnare, mi sono servita della tecnologia per riprodurre, sulla piastrella scelta come supporto, l'immagine della libellula.
Ho, nell’ordine, tolto il colore, ingrandito (foglio A4), stampato, ritagliato e naturalmente centrato sopra la piastrella (33 x 25 cm).
Con l’aiuto di una matita ho delineato il bordo della libellula e ho creato dei nuovi disegni all’interno delle ali, visto che, lo avevo già capito, sarebbe stato praticamente impossibile riprodurla così come l’avevo trovata.
Non restava che preparare le tessere per il mosaico, ciò che il Pripi aspettava con ansia, la parte più divertente dell’intero progetto.
Vorrei precisare che, all’ultimo, abbiamo recuperato un normalissimo ed economicissimo piatto bianco, perché ci siamo resi conto che la quantità di frammenti per realizzare lo sfondo sarebbe stata del tutto insufficiente.
Per evitare di trovare cocci in mezza casa e, soprattutto, per non trovarsi senza un occhio, abbiamo infilato tazzine, ciotoline e piatto in alcuni sacchettini da freezer. Vi assicuro che questa operazione è risultata assolutamente indispensabile.
Martelliamo?
Una volta ottenuta la materia prima ed aver fatto finta di attaccare qualche tesserina, il Pripi si è dileguato, lasciandomi sola con una montagna di cocci da trasformare in tessere da mosaico. Sì, lo so, me la sono cercata!
Con l’aiuto di un’apposita pinza per mosaico ho cominciato a tagliare, con molta pazienza, i cocci ottenuti. La difficoltà maggiore è stata ricavare le tessere dalle parti curve delle tazzine o dei piattini, i punti ovviamente più grossi, che ho dovuto quindi regolare anche in senso verticale, modificando lo spessore.
Non è stato un lavoro molto semplice, devo dire la verità, ma è stata una sfida interessante. Fare lo stesso mosaico con tessere già pronte sarebbe stato senza dubbio più facile, ma non sarebbe stata una mutazione, semplicemente un mosaico.
In ogni caso, pezzo dopo pezzo, ho creato prima la cornice (conservando almeno in parte l’idea originaria del Pripi); poi ho riempito lo spazio vuoto attorno alla libellula e il corpo della stessa; infine ho completato le ali che, per semplificare, sono diventate tinta unita.
Ci sono volute ore per ultimare il mosaico, ma sono state ore preziose, perché mi hanno permesso di ripensare all’intera raccolta di gennaio e a tutto quello che, noi di Ispirazioni & Co., abbiamo scritto, letto, commentato in questo ultimo mese. Al di là dei lavori manuali - e ce ne sono stati di bellissimi - sono stati molto interessanti i post che ci hanno fatto riflettere sulle mutazioni e sulle metamorfosi dell’anima.
Nessuno di noi è immune al mutamento. Cominciamo a cambiare nel momento stesso in cui nasciamo e la nostra evoluzione è continua fino al giorno della nostra morte.
Ciò che mi è parso di cogliere, in generale, su questi cambiamenti è che sono spesso visti con una certa diffidenza, se non addirittura temuti. In verità, a ben pensarci, è una sciocchezza, perché i mutamenti fanno parte di noi, in qualsiasi forma essi si manifestino.
Una frase mi ha colpito particolarmente fra gli splendidi good start delle nostre pagine It’s Isp & Co. TIME ed è questa.
Anche se i cambiamenti ci portano ad essere qualcosa di completamente diverso da ciò che eravamo, non è detto che il risultato debba essere per forza peggiore. Di certo il passaggio non è facile, spesso anzi è doloroso, ma quando il cambiamento è inevitabile, non ci si può opporre ad esso, neppure volendo.
Riprendo qui anche una bellissima frase che Riccardo, recentemente, ci ha regalato in uno dei suoi incredibili post:
Svuota la tua mente.
Sii senza forma.
Senza limiti, come l'acqua.
Se metti dell'acqua in una tazza,
l'acqua diviene tazza.
Se la metti in una bottiglia,
diventa la bottiglia.
In una teiera, diventa la teiera.
Ma l'acqua può fluire o spezzare.
Sii come acqua, amico mio.
(Bruce Lee)
Dovremmo imparare tutti ad essere così, come l’acqua. E i cambiamenti, allora, non ci spaventerebbero più. Li dobbiamo considerare parte integrante della nostra vita, anche loro parte del quadro finale, che va, via via, delineandosi.
In fondo tutti noi siamo fatti di tante parti, di tanti pezzettini che, come le tessere di un mosaico, si sommano portando ad un risultato che non sempre è perfetto, non sempre rispetta i canoni stabiliti, non sempre si adegua alle regole, ma è il nostro risultato e questo è quello che, in definitiva, conta di più.
Il mio mosaico non è perfetto. La superficie è assolutamente poco regolare. Ci sono alti e ci sono bassi. Ci sono tessere perfette e tessere venute male. Ci sono pieni e ci sono vuoti. Ma a me piace così!
Al momento la libellula è sommersa da uno strato di stucco, ancora in fase di asciugatura (mai calcolato così male i tempi per un lavoro!), ma sta per uscire allo scoperto.
E quando uscirà, sono certa, sarà bellissima!
Questo post è dedicato a tutti quelli che hanno il coraggio di cambiare.
Aggiornamento del 7 febbraio 2016
La libellula, poverina, sarebbe anche voluta uscire e avrebbe certamente voluto prendere il largo, spiegando le sue meravigliose ali, ma non ha fatto i conti con la mia incapacità e la mia inesperienza, rimanendo imbrigliata in uno spesso strato di stucco (non ci sono foto che documentano questo momento, perché - come potete ben capire - la rabbia era tale che la macchina fotografica non mi è nemmeno venuta in mente).
Ancora non mi è ben chiaro cosa sia successo, ma penso proprio di non aver eseguito i passaggi in maniera corretta e, nel contempo, di aver calcolato male i tempi di asciugatura, perché mi sono trovata in una situazione che definire drammatica è poco.
Mi veniva da piangere, tanto lavoro e tanto tempo sprecati, ma soprattutto l'idea del Pripi sommersa dentro un blocco unico.
Come rimediare a questo disastro?
Dopo un attimo di sconcerto e di indubbio scoramento, pur conscia del macello che avrei fatto, ho preso il Dremel e mi sono messa al lavoro.
Il lavoro di ripulitura è stato lunghissimo, ore e ore per liberare le tessere sommerse, ma alla fine ci sono riuscita. Certo qualche pezzettino è stato danneggiato, altri si sono staccati, lo stucco ha perso la sua omogeneità, ma pian pian piano, con una pazienza da monaco amanuense, la libellula è riemersa dalla sua tomba.
Poi sono passata al restauro. Inevitabile.
Ho sostituito i pezzi rotti, riattaccato quelli caduti, rifatto lo stucco e - finalmente - seguendo le istruzioni in maniera più meticolosa ho, più o meno, terminato il lavoro.
Poi, stremata, ho preso il mosaico e l'ho riposto nell'armadio in attesa di tempi migliori.
Aggiornamento del 6 marzo 2023
Tempi migliori che sono arrivati tanti anni dopo - ebbene sì, il mosaico è rimasto rinchiuso in un sacchetto per un tempo biblico - quando ho dovuto per forza di cose aprire lo scrigno degli incompiuti e decidere se buttare o completare (le ristrutturazioni delle case hanno pure questo genere di conseguenze).
Come avrei potuto gettare questo progetto così complesso e, lo devo ammettere, così entusiasmante? Ma, soprattutto, come avrei potuto dimenticare l'idea del Pripi e il suo entusiasmo nel distruggere le tazze?
Così, ancora una volta, mi sono messa al lavoro visto che il soggiorno nell'armadio dei morti non ha fatto molto bene al povero mosaico, che ha subito ulteriori, piccoli danni.
Sono comunque riuscita a completare definitivamente la composizione in tempo per riporla, questa volta ben sigillata e protetta, in uno scatolone assieme ad altri quadri e suppellettili e tutto quanto ho dovuto imballare in previsione della ristrutturazione di casa.
Rimaneva in sospeso la cornice del mosaico, elemento al quale avevo pensato solo in maniera vaga, non trovando però soluzioni soddisfacenti.
Aggiornamento del 27 luglio 2026
Sono passati più di dieci anno dall'inizio di questo post e sono al quarto aggiornamento, che mi pare più che doveroso.
Sto, da mesi e mesi, ripubblicando i vecchi articoli, sistemando le foto, facendo il punto di iniziative e di esperienze. È un lavoro interminabile, praticamente infinito, che chissà quando arriverà alla fine. Se ci arriverà, cosa non così scontata.
Ad ogni modo, terminati i lavori di ristrutturazione, l'anno scorso il mosaico è tornato alla luce e ha trovato la sua definitiva collocazione della mia craftroom, un ambiente nuovo che dieci anni fa nemmeno esisteva nei pensieri e nelle aspettative.
Ho deciso di lasciare il mosaico esattamente così come lo avevo lasciato, senza cornice. Ho scartato idee su idee e, alla fine, ho preferito lasciar perdere.
E non l'ho nemmeno appeso, come pensavo all'inizio, principalmente perché non ho trovato il posto adeguato, ma anche perché, probabilmente, avrei dovuto pensare prima ad un gancio adatto o ad un modo sicuro di fissarlo. Il mosaico pesa, pesa tanto, molto più di quanto avevo preventivato e ho preferito appoggiarlo ad una parete naturalmente inclinata, dove, devo dire, sta appoggiato per bene, non corre rischi di cadere e, soprattutto, ce l'ho sempre sotto il naso.
È singolare il fatto che questo lavoro, ideato tanto tempo fa per le nostre mutazioni, abbia avuto una sorte così tribolata e abbia trovato la sua forma definitiva e la sua collocazione ottimale addirittura dopo un decennio.
Forse non è un caso, alcune mutazioni evidentemente richiedono tempo, magari corrono veloci per un po', si arrestano, riprendono con un ritmo diverso, portano a risultati inaspettati.
Insomma la mia libellula, un po' come la vita, ha seguito la sua strada.






















Ma erano le tazzine del servizio bello? ;-)))
RispondiEliminaBelle l'idea della libellula a mosaico!
Aspetto di vederla terminata! Ora riposa mi raccomando!!!
Un abbraccione
Maria
No, no, Maria, niente servizio bello, ci mancherebbe.
EliminaAppena sarà incorniciata pubblicherò la foto.
L'allievo ha superato il maestro....tuo figlio ha avuto un'idea geniale. ♥
RispondiEliminaSi, Verbena, lui ha avuto l'idea ed io ho lavorato.
EliminaUn vero genio!!
ma guarda ... non sapevo di queste notizie sulla libellula .. so solo che mi piace tantissimo .... Fede che meraviglia la vostra idea ... siete una forza della natura tu e tuo figlio ...ho sempre amato i mosaici ... li ho fatti con sassi colorati con il riso ... hai mai provato a farli con il riso colorato ?? devi resistere dopo non si può più mangiare .... ma con una tazza poresa a martellate non ci avevo mai pensato .. con le mattonelle si però ....... non vedo l'ora che scapperà fuori da questa accoppiata vincente ... bravi Pripri e Fede ... siete supersonici ...... scommetto ... è una scatola !!!!
RispondiEliminaGiusi, ho scoperto di recente pure io le notizie sulle libellule. Casualmente. E sono rimasta folgorata!
EliminaNon vedo l'ora di vedere la fine... ma tu sei proprio matta! Spero solo fossero tazzine che non vedevi l'ora di distruggere :D ... e bravissimo al pargolo creativo! ;)
RispondiEliminaSi, ecco, matta. L'hai detto Beta!!!
EliminaPerò è venuto un bel lavoro!!!
Ma va deficiente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Sei un mostro di creatività!!!!
RispondiEliminaE mi sa che il tuo Pripi abbia preso da te. Per fortuna che ha una mamma così! Dio che nostalgia mi hai fatto venire... ma lasciamo stare.
Geniale è dire poco! Dovrebbe essere venuto un lavoro stupendo. Aspetto le altre foto!
Ciaooooo
Dico con orgoglio, Patri, che il pargolo ha molta fantasia ed inventa cose di tutti i tipi. Spero che gli rimanga questa cosa. Essere creativi è bellissimo!!!
EliminaProbabilmente se continuerai a coinvolgerlo in tutti i sensi, ascoltando i suoi suggerimenti per folli che possano sembrare o facendolo intervenire manualmente, sì.. è possibile che non perda questa dote.
EliminaPer esperienza personale però ti posso dire che attraverseranno quel periodo in cui non ne vorraanno nemmeno sentire parlare. :)
Ahahahaaah, Patri, e ti manderanno ..... sì, immagino!!!
EliminaEccome! Preparati!!!!!!
EliminaFantastico Squitty!!!! Pripi e Mami accoppiata vincente di genialate!!!!!!!!
RispondiEliminabellissimo post, fantastico lavoro, ideona super e per finire: adoro i mosaici! anche se a dirla tutta....a metà post quando si capiva l'intenzione del mosaico ho pensato che facessi la congiunzione tra i due mesi..... mutazione in mandala di un semplice piatto rotto! ma la libellula è strepitosa......sarà super bellissima!!!!
buona serata !!!!!!!!
WOW ideona .... mutazione in mandala di un piatto rotto!!!
EliminaSinide, genio!!!
Però un'altra volta, se faccio un mosaico voglio provare con le tessere già tagliate. E' stato un lavoro molto faticoso questo. Avevo le mani rovinate alla fine.
Incredibile ... un lavoro stupendo e perfetto ... a dirla tutta a me piaceva anche senza stucco... a sono certa risulterà fantastica ...lo credo che era difficile ... come ogni mutazione richiede ... e ognuna di essa a volte è indispensabile
RispondiEliminaun abbraccio
p.s. qualcos'altro da frantumare???? ;))
E' vero, Giusi, lento come ogni mutazione.
EliminaPerò sono soddisfatta!!!
Manca ancora poco perchè sia completo!
Chapeau!!!!
RispondiEliminaMerci
EliminaSplendastica!!!!!! Voglio vedere il finale!!!
RispondiEliminaAhahahha, addirittura!!!
EliminaRipeto: appena sarà incorniciato, pubblicherò la foto
Che lavorane Federica! Aspetto di vederla terminata ma anche senza stucco è davvero bella!
RispondiEliminaComplimenti!
Concordo con te sui cambiamenti. Io sono una che non li affronta mai molto bene ma mi rendo conto che fanno crescere e portano sempre qualcosa di positivo se li si sa accettare.
Un abbraccio
Maria
E allora: W i cambiamenti!
EliminaDavvero bello!!
RispondiEliminaMaris
Grazie Maris!
EliminaSono rimasta incantata dalle belle parole sulla libellula! Ho sempre pensato al camaleonte per i mutamenti e lo spirito di adattamento, ma ora posso ammirare anche la libellula che mi piace già tantissimo!
RispondiEliminaLe tessere del mosaico non devono essere perfette proprio come l'andamento della vita.
grazie per le cose interessanti che ho letto e complimenti per il blog. Da ora sarò con voi!
sabrina
Benvenuta nell'armadio, Sabrina!
EliminaMa tu che ami il macramè .... qualche progetto #mandala ce l'hai?
Il tema di febbraio è proprio questo.
Ti aspettiamo a giocare con noi!